Vi siete mai chiesti che fine fanno gli pneumatici fuori uso ?

Prima ruotano sull’asfalto, consentendo alle automobili di circolare, poi, dopo tanti chilometri di onorata carriera, tornano sull’asfalto per garantire la nostra incolumitа. Sono gli pneumatici usati, l’unico rifiuto che - una volta riciclato - ha ricadute sostanzialmente esclusive nel campo della sicurezza.


centogomme budrio pfu

Recupero di energia e di materia

I mesi autunnali sono quelli generalmente dedicati alla sostituzione degli pneumatici: ma che fine fanno una volta “fuori uso”? Vengono raccolti, recuperati e avviati a recupero di energia e di materiale. Nel primo caso, avendo un potere calorifico simile a quello del carbone, sono utilizzati per alimentare centrali elettriche e cementifici. Ma l’ambito più interessante è decisamente il secondo: è qui che gli pneumatici tornano - sia pur in forme diverse - a garantire la nostra incolumità ed è in questo settore che si concentrano gli studi per trovare nuove, possibili applicazioni. Perché se il recupero di energia è in ogni caso preferibile al conferimento in discarica (peraltro vietato da un decreto ministeriale dell’11 aprile del 2011), secondo le normative europee bisogna sempre privilegiare il riciclo, ovvero la trasformazione di un rifiuto in un nuovo prodotto.


Il processo di lavorazione e i possibili utilizzi

Avviati in appositi impianti al processo di granulazione, gli penumatici usati sono ridotti in frammenti sempre più piccoli, che vengono “ripuliti” dai residui metallici e tessili. Il risultato è un granulo di gomma dalle caratteristiche preziose: resistenza agli agenti atmosferici, elasticitа e robustezza. Una “materia prima seconda” che viene impiegata insieme al bitume per rendere gli asfalti stradali più silenziosi, drenanti e meno soggetti agli effetti degli sbalzi termici; in una parola, più sicuri. E sempre nel campo della sicurezza ricade l’applicazione delle miscele di granulo di gomma e resina per le aree da gioco: giа da diversi anni Bruxelles ha imposto che sotto ogni struttura ludica venga sistemata un'idonea superficie ammortizzante; identica funzione, peraltro, ha l’applicazione del granulato sulle superfici sportive in erba sintetica e sulle piste di atletica.


I numeri del settore

Ma non è oro tutto quel che luccica: dei 38 milioni di pneumatici che arrivano ogni anno a fine vita in Italia (equivalenti a circa 350.000 tonnellate), solo poco più del 50% viene avviato a recupero di materia effettivo. In sostanza la raccolta - gestita da alcuni Consorzi di filiera senza scopo di lucro, con Ecopneus che si attesta intorno al 70% - è un settore difficilmente migliorabile, mentre sul fronte del riciclo c’è ancora molta strada da fare. Una quantità ancora eccessiva di pneumatici usati viene avviata a recupero di energia, perché le applicazioni del granulato in gomma non riescono ad assorbire l’enorme mole di rifiuto prodotto.


Alla ricerca di nuove strade

E allora si cercano nuovi possibili sbocchi di mercato che riescano a colmare questo gap. Un recente studio dell’Università di Milano Bicocca dimostra come il granulato di gomma possa essere usato nel settore dell’edilizia per la correzione acustica e l’isolamento degli edifici, sfruttando anche la sua elasticitа in chiave antisismica. E se nelle piste aeroportuali più corte potrebbe favorire la frenata degli aerei in fase di atterraggio, negli elementi di arredo urbano - dossi, rotonde, panchine e cordoli - il granulato viene utilizzato con sempre maggiore frequenza. La sfida, insomma, è quella di favorire il definitivo consolidamento di un mercato interno per la gomma da riciclo: solo in questo modo sarа possibile avvicinare la fatidica soglia del 100% di recupero di materia.


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